La Fondazione Tito Balestra è un'organizzazione no-profit dedicata a celebrare e condividere la vita dell'omonimo poeta, artista e collezionista italiano. Il museo si trova all'interno del Castello Malatestiano di Longiano, sulle prime colline romagnole. Attraverso una vasta collezione privata di oltre 6.000 opere d'arte, la Fondazione espone protagonisti artisti italiani del XX secolo, tra cui Mino Maccari, Tono Zancanaro, Renzo Vespignani, Filippo De Pisis, Mario Mafai, Giorgio Morandi, e artisti internazionali come Marc Chagall, Erich Heckel, Oskar Kokoschka, Fernand Léger, Henri Matisse, Cy Twombly e Francisco Goya.
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INTERNO DEL MUSEO |
La Fondazione è nata nel 1987, oltre un decennio dopo la scomparsa del poeta nel 1976. La collezione, una delle più grandi della regione Emilia-Romagna, è profondamente intrecciata alla sua vita, e parlarne significa inevitabilmente parlare anche della vita di Tito Balestra.
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CASTELLO DI LONGIANO |
Tito Balestra è nato a Longiano nel 1923, figlio di Flaminio Balestra e Santa Urbini. Da sempre appassionato di letteratura, poesia e arte, si cimentata nella poesia già alle scuole medie. Durante la Seconda guerra mondiale Tito, appena adolescente, combatte contro i fascisti come partigiano e partecipa alla ricostruzione della sua città natale. Nel 1946 si trasferisce a Roma per iniziare un nuovo capitolo della sua vita.
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TITO BALESTRA |
Nella capitale Tito gravita verso gli ambienti artistici della città, conoscendo gallerie e curatori. Uno di questi luoghi è La Vetrina, una galleria del centro di Roma curata da Gaetano Chiurazzi; qui e in altri luoghi Tito incontrerà negli anni successivi molti suoi coetanei, scrittori, collezionisti e artisti come Ottone Rosai, Mario Mafai, Mino Maccari, Enotrio Pugliese, Fiorenzo Tomea, Giacomo Manzù, Giorgio Morandi, Renzo Vespignani, Antonio Vangelli e Renato Guttuso. Nel corso del tempo, la frequentazione e l'esperienza di Tito con il mondo artistico romano, così come la sua propensione a viaggiare e i suoi legami con la scena artistica del Nord Italia, gli garantiscono una posizione privilegiata come collezionista, tali da permettergli di guadagnarsi da vivere, seppur modestamente.
Nell'arco di tre decenni raccoglie oltre 2.300 opere d'arte; questa cospicua collezione cresce postuma con ogni anno di attività della Fondazione. Tutto ciò si unisce alle sue collaborazioni con diversi giornali e riviste dell'epoca, le quali pubblicano articoli, prose e poesie del longianese, e alla sua attività di enologo. A Roma Tito conosce anche Anna Maria De Agazio, che sposa nel 1956. Anna è stata fondamentale nella vita di Tito anche dopo la sua scomparsa, essendo stata l'attiva fondatrice della Fondazione Tito Balestra.
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INTERNO DEL MUSEO |
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INTERNO DEL MUSEO |
All'interno del museo sono esposte costantemente dalle 300 alle 350 opere della collezione. La visita al museo può essere considerata un'esperienza a più livelli, adatta sia al visitatore occasionale che all'appassionato. Il percorso è una duplice esplorazione: da un lato la vita e l'opera di Tito Balestra, con sale dedicate ai suoi scritti, alla sua arte e alle sue amicizie; dall’altro la sua collezione, dislocata sui tre piani dell’edificio medievale. Visitare il museo significa anche visitare anche il Castello Malatestiano. Le sale sono state ristrutturate nel 1989 per ospitare la Fondazione, ma mantengono le loro caratteristiche storiche, come gli affreschi ottocenteschi della Sala dell'Arengo al primo piano, i balconi panoramici costruiti nel Rinascimento e alcuni soffitti a grottesca.
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INTERNO DEL MUSEO |
La Fondazione Tito Balestra di Longiano è dunque un luogo dove scoprire il mondo di Tito Balestra, con una ricca collezione d'arte racchiusa all'interno di un castello.
Articolo in collaborazione con Fondazione Tito Balestra Onlus
Per Info e Prezzi: www.fondazionetitobalestra.org
@pogettopelago | #TiPortoAlMuseo | 304^ Tappa
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